LA STORIA COMPLETA DEGLI ILABS

1977 1989 2001
1978 1990 2002
1979 1991 2003
1980 1992 2004
1981 1993 2005
1982 1994 2006
1983 1995 2007
1984 1996 2008
1985 1997 2009
1986 1998 2010
1987 1999
1988 2000



2010 Chiudi Finestra
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Diagramma Digital
Art 2010
La Mente non Mente,
gennaio 2010
Associazione Laura Coviello,
gennaio 2010


SportWeek,
marzo 2010
Monsieur
aprile 2010
La Matematica dei Modelli di Riferimento
aprile 2010


Road Map, Stage 1
maggio 2010
O2 Psicologia
maggio 2010
Gioco di Coppia
maggio 2010


Monsieur
luglio 2010
Monsieur
agosto 2010
Newton
agosto 2010


MMdR - English Version
Agosto 2010


Work in progress :)





2009 Chiudi Finestra
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Diagramma Digital
Art 2009
Giornale delle Assicurazioni,
gennaio 2009
Banca e Finanza,
gennaio 2009
Brochure Prodotto,
gennaio 2009
Diagramma Day,
3 marzo 2009


Il Giornale,
21 giugno 2009
Eco della Città,
14 luglio 2009
Assicura,
ottobre 2009
IV Forum delle Assicurazioni,
ottobre 2009
Rivista di Estetica,
ottobre 2009


METRO,
ottobre 2009
Gleam,
ottobre 2009
Assicura,
novembre 2009
Forum della Distribuzione,
novembre 2009
Gleam,
dicembre 2009


Le ricerche degli iLabs conducono ad una nuova serie di articoli, divulgativi e specialistici, e ad un rinnovato interesse della carta stampata per la visione e gli studi dei laboratori. Diagramma, il braccio economico degli iLabs, organizza il primo Diagramma Day, un'occasione per incontrare i più di duecento clienti in Italia e presentare gli ultimi prodotti innovativi per "trasformare il dato in business". A novembre nasce iLabs-Tech, una start-up tecnologica che promuove i progetti iLabs all'interno di partnership strategiche di alto profilo con i protagonisti del mondo sportivo, tecnologico e finanziario italiano.

La matematica dei modelli di riferimento

Il sogno di una teoria computazionale completa della mente umana ha affascinato filosofi e scienziati per secoli: dalla characteristica di Leibniz, alle "leggi del pensiero" di George Boole, i tentativi di fornire una rappresentazione formale dei nostri pensieri sono stati molti, diversi e (quasi) tutti insoddisfacenti. L'ipotesi di ricerca in cui gli iLabs si muovono è quella di un perfetto isomorfismo tra informazione e realtà: i cambiamenti fisici sono rispecchiati da cambiamenti informazionali e viceversa, un po' come avviene tra hardware e software nei moderni computer. Se questo è vero, strumenti di elezione per indagare le nostre intuizioni su mente e materia sono i cosidetti "automi cellulari", sistemi matematici in cui semplici parti interagiscono in modo complesso ed imprevedibile. Semplificando (ma non troppo), un automa cellulare è come un televisore in cui ogni punto si accende o si spegne, ad ogni istante, in base a ciò che accade ai punti circostanti (ad es., rimane acceso se e solo se un numero pari di pixel vicini è acceso): se ogni punto del televisore, ad ogni secondo, esegue questo semplice comando, i pattern che si possono osservare sullo schermo sono - provare per credere! - davvero sorprendenti. Se poi si interpretano tali pattern come informazione che viene elaborata, ecco che il gap tra fisico e informazionale è colmato: il modello di automa sviluppato dagli iLabs è infatti capace di computazione universale, ovvero di calcolare - anche se in modo "distribuito" e parallelo - qualsiasi cosa calcoli un qualsiasi computer da scrivania. La speranza è che gli studi di questo "livello 0" del pensiero aiutino a trovare leggi e regolarità che ci aiutino a riprodurre tutta la complessità della mente umana.



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2008 Chiudi Finestra
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Corriere della Sera,
giugno 2008
Libero,
luglio 2008
Assicura,
settembre 2008
Brochure Diagramma,
settembre2008


Banca e Finanza,
ottobre 2008
Le Scienze,
ottobre 2008
Forum delle Assicurazioni,
ottobre 2008
Banca e Finanza,
novembre 2008


GdA,
novembre 2008
KOS,
novembre 2008
Assicura,
novembre 2008
ASEFI broker
Ed. 2008


La parte commerciale degli iLabs si rinnova e accresce ulteriormente la propria presenza sul mercato bancassicurativo: nascono le versioni IAssicur Compagnia e IAssicur Banca, oltre a nuovi moduli speciali e all'area Consulting, per partnership non solo tecnologiche con i clienti. In area ricerca è il progetto iMed al centro degli sforzi dei laboratori, accanto ovviamente al lavoro di diffusione di "Semi-Immortalità".

iMed e il problema della misura

Nonostante la medicina abbia conosciuto un progresso spettacolare nell’ultimo secolo, la nostra capacità di predire lo stato di salute di un soggetto a sei mesi di distanza da un check-up è pressoché nulla. A parte casi chiarissimi, infatti, non abbiamo nessuna idea di come misurare in modo oggettivo la nostra salute psico-fisica e predirne i possibili cambiamenti. Per questo crediamo da sempre che sia assolutamente necessario individuare al più presto un metodo di misura in grado di rappresentare le reali probabilità di morte nel tempo di un dato soggetto, con tutte le sue peculiarità. Fatto questo, potremo dunque studiare per ogni singola persona cosa nell’ambiente, nello stile di vita, nella salute mentale aumenta o diminuisce le probabilità di morte.
Attraverso una partnership con il Centro Diagnostico Italiano, stiamo mettendo a punto modelli quantitativi e qualitativi per giudicare lo stato di salute attraverso il risultato di normali esami ematochimici. La ricerca è ancora in fase di sperimentazione controllata, ma i primi risultati dell'approccio sono risultati sorprendentemente incoraggianti.



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2007 Chiudi Finestra
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Assinews,
aprile 2007
Assicura,
aprile 2007
Assinews,
settembre 2007
Semi-Immortalità,
novembre 2007
ASEFI broker,
Ed. 2007


Nel 2007 viene rilasciata una nuova versione di IAssicur; il gestionale permette ora ricerche più veloci, l'utilizzo di database “virtualmente” infiniti e la disponibilità totale dei dati in ogni momento grazie all'assenza di procedure "bloccanti".

Semi-Immortalità. Il prolungamento indefinito della vita

Il 2007 è un anno speciale per i laboratori, poichè coincide con i primi trent'anni di ricerche: accanto agli ultimi lavori su genetica e nanoteconologie, gli iLabs si occupano della conclusione e pubblicazione del volume “Semi-Immortalità”, che raccoglie il percorso scientifico, tecnologico e filosofico dei trent’anni di attività dei suoi fondatori e dei suoi membri. Molto rimane ancora da fare, ma qualcosa è stato fatto: il primo grande cerchio è stato chiuso…



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2006 Chiudi Finestra
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Diagramma Xmas Quiz,
dicembre 2006
ASEFI broker,
Ed. 2006
ASEFI broker,
Ed. 2006

Viene rilasciata la versione transazionale di IAssicur. Questa nuova versione di database transazionale è dotata di roll-back. In poche parole, questo significa che non esiste scrittura "non sicura" nel database: la base dati viene modificata se e solo se l'operazione è autorizzata e va completamente a buon fine; se per qualsiasi motivo (interno od esterno al programma), una procedura si blocca, la base dati tornare sui suoi passi evitando di introdurre dati sporchi ed incompleti nei record. In campo gestionale è questo l'anno dell'esordio della tecnologia AJAX, che consente applicazioni web interattive veloci ed efficaci.

Un cuore matto?

Grazie a nuove collaborazioni e nuovi studiosi, gli iLabs inaugurano i primi setting sperimentali per indagare la gestione e la cura delle malattie cardiovascolari. Il sistema cardiovascolare ha - per così dire - un ruolo distributivo e strutturale nel nostro corpo, al pari di strade e ferrovie in uno stato moderno. Per capire l'entità dei danni all'organismo di un malfunzionamento in questo sistema, basta ricordare cosa succede in una nazione quando ferrovie e autostrade, per qualsiasi motivo, smettono di garantire un servizio affidabile. In una parola, è il caos. Le nostre sperimentazioni ci hanno consentito progressi importanti in ambito scientifico, ma anche (se non soprattutto) nel lavoro con i pazienti oncologici all'interno del dipartimento di psiconeurofisiologia.



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2005 Chiudi Finestra
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Future Concept Lab,
gennaio 2005
Convention Diagramma,
ed. 2005
ASEFI broker,
ed. 2005


Dai laboratori iLabs arrivano sul mercato le versione IAssicur SQL Grid e Load Balancing del nostro gestionale di punta. La novità principale consiste nella gestione dell'elaborazione: con una tecnologia simile a quella utilizzata (tra gli altri) da Google, il motore di IAssicur consente ora una parziale suddivisione dei processi in parallelo.

Eventi e malattie

In ambito psicologico, approfondiamo la differenza tra emozioni e sensazioni e l’influenza delle emozioni sulla malattia. Le letture e i dibattiti di questo periodo ruotano, per noi, intorno ad una unica fondamentale domanda: è il pensiero che fa ammalare oppure sono i pensieri che condizionano gli eventi, e sono gli eventi che conducono alla malattia? Secondo noi, probabilmente i pensieri ed emozioni possono condizionare solo parzialmente una patologia: l’aspetto cognitivo può condizionarci molto nell’accettazione e nel superamento dell’evento, ma se dobbiamo trovare la causa prima, le nostre ricerche ci inducono a cercarla negli eventi. Occorrerà ancora del tempo per essere certi di cosa effettivamente generi la malattia, ma siamo sulla buona strada… Con la formalizzazione della matematica dei modelli di riferimento, si chiude il primo cerchio della nostra ricerca. In quest'anno inizia la stesura del libro "Semi-Immortalità".



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2004 Chiudi Finestra
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Convention Diagramma,
aprile 2004
GdA,
giugno 2004
GdA,
luglio 2004
GdA,
ottobre 2004
Assinews,
novembre 2004


Il 2004 è un anno particolarmente proficuo dal punto di vista della ricerca informatica applicata. Gli iLabs sperimentano per la prima volta i pregi delle webtv (estremamente utili per quanto riguarda fenomeni come l’e-learning) e creano un metasoftware particolarmente utile, IW-tester. Una volta finita la scrittura del codice, è critica la parte di test delle varie funzionalità, procedutra che in caso di programmi complessi può rivelarsi particolarmente lunga e noiosa. Nasce dunque l'idea di creare un programma che automaticamente testi il funzionamento di ogni modifica del software, con grande risparmio di tempo, costi ed energie da parte degli sviluppatori,

Dalla sintassi alla semantica

Uno degli ambiti di ricerca che più spesso vengono toccati dagli iLabs, poi abbandonati, poi ripresi di nuovo, è quello dell'analisi semantica. Quello che intendiamo per "analisi semantica" è la capacità di un computer di "capire" quello che sta analizzando, attaccando un significato alle stringhe di simboli con cui lavora. Spieghiamoci meglio: tutti i motori di ricerca, anche quelli estremamente sofisticati, sono oggi basati su sofisticate (e impressionanti!) regole sintattiche: la loro capacità di trovare le informazioni che desideriamo deriva da analisi statistiche sulla frequenza di parole, enormi lessici multilingue e regole di inferenza ad hoc. Quando scriviamo in Google "viaggio in Canada", troveremo probabilmente moltissime offerte voli nei primi posti della ricerca, e più avanti qualche blog di un viaggiatore. Ma Google non "sa" cosa sono delle offerte per un volo da fare e cosa è un resoconto di un volo già fatto: Google è fatto in modo da tale da "immaginare" che chi faccia quella ricerca sia più interessato ad andare in Canada piuttosto che a leggere le avventure di chi c'è stato. Un motore "semantico" è invece dotato di un modello del mondo al suo interno, modello su cui "mappa" le parole che riceve come input: per questo non commette errori "di ambito" come un motore tradizionale.
Sfortunatamente, è ancora oggetto di dibattito e di ricerca tra gli studiosi il modo migliore in cui modellare il mondo esterno all'interno di un computer; i problemi sono molteplici, dall'enorme mole di dati che servono per districarsi anche solo tra frasi banali, agli algoritmi di ricerca dell'informazione: se ci pensate, nonostante gli esseri umani conoscano migliaia di concetti, codificano e decodificano frasi praticamente istantaneamente e senza sforzo apparente! Non stupisce che la magia di questo campo di ricerca continui a stregare, anno dopo anno, il dipartimento di intelligenza artificiale degli iLabs,



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2003 Chiudi Finestra
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Enigma Party,
gennaio 2003
Convention Diagramma,
febbraio 2003
Assinews,
marzo 2003
Assinews,
giugno 2003
GdA,
novembre 2003


Nell’ambito dell’assistenza clienti viene rilasciato l’SDK (Software Development Kit) di IAssicur, strumento che consente di programmare direttamente il gestionale da parte dell’utente: la possibilità di poter modificare il software e customizzarlo secondo le proprie esigenze senza l’intervento della casa madre è un’idea di estrema avanguardia che testimonia il valore che da sempre poniamo nel soddisfare le aspettative dei nostri partner commerciali. Sempre all'interno del servizio clienti, viene attivato online il servizio “paginaCliente”, un helpdesk dove il cliente può in qualunque momento vedere il percorso con cui ogni sua richiesta viene gestita: dalla registrazione al servizio assistenza, all’eventuale inoltro al tecnico che se ne prenderà carico ed infine alla risoluzione. Consente tutt’ora di tracciare email e chiamate da parte del cliente ed avere in tempo reale la situazione del servizio offerto.

There's plenty of room at the bottom

E’ un anno molto intenso nell’ambito della ricerca fisica di base: vengono approfonditi i modelli di riferimento, la spirale della conoscenza, viene realizzato il modello di universo discreto con il dodecaedro rombico e si approfondisce la tematica dell’ereditarietà dei caratteri acquisiti, nonché la simmetria tra materia e informazione dell’universo fisico. L'approfondimento delle tematiche genetiche ci pone, in nuova luce, domande che da tempo catturavano il nostro interesse di ricercatori: come si modifica il DNA e il sistema immunitario nel tempo? Che legame c’è tra queste mutazioni e l’insorgere di patologie? Cosa è possibile fare per riportare in equilibrio il sistema uomo?



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2002 Chiudi Finestra
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Memorabilia iLabs,
maggio 2002
Presentazione I@ssicur.net,
ottobre 2002
Assinews,
novembre 2002
Touring Club,
dicembre 2002
ASEFI broker,
ed. 2002
ASEFI broker,
ed. 2002


Nel 2002 l'attenzione degli iLabs è focalizzata quasi interamente sul progetto Buddhamam. In ambito di ricerca, si inaugurano i nostri primi studi di roboetica, ossia quella parte dell'etica che si interroga sui "valori" delle macchine. Mano a mano che la loro intelligenza crescerà, come dovranno comportarsi i robot? Quanta autonomia dovremo dare loro?

Il progetto Buddhamam

Alle porte di Milano nasce Buddhamam, centro anti stress di 1000mq progettato per il riequilibrio psico-fisico della persona sia nell’ambito della cura sia in quello della prevenzione. Il centro raccoglie in un unico luogo il meglio per il corpo e per la mente, immergendo il visitatore in un ambiente unico anche dal punto di vista estetico: percorsi tematici per ogni esigenza, sauna, vasca, sala meditazione, sala lettura, sala yoga, sala relax, palestra e molto altro.



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2001 Chiudi Finestra
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AAA Cercasi,
gennaio 2001
Assinews,
maggio 2001
Scienza Amica,
agosto 2001
I@ssicur.net,
agosto 2001
Assinews,
agosto 2001
ASEFI broker,
ed. 2001


Nel 2001 nasce I@ssicur.net, uno tra i primissimi esempi di gestionale on line, con oltre 100 aziende collegate. La sua realizzazione ha dato la possibilità ai nostri clienti di poter lavorare completamente in outsourcing, senza dover gestire le problematiche di un server di proprietà. Tutto questo ha permesso alta efficienza, rischi contenuti e la possibilità di un rapidissimo aggiornamento dei dati.

Un mondo non è abbastanza

In ambito di ricerca informatica l’anno è stato caratterizzato dagli studi nell’ambito dei sistemi complessi dinamici per la gestione di grandi data base e lo sviluppo di interfacce 3D: con la collaborazione di un gruppo di studenti dell’istituto Europeo di Design, gli iLabs hanno creato in linguaggio URML mondi 3D nell’ambito della realtà virtuale. Questa collaborazione porta alla realizzazione di una campagna pubblicitaria basata sulle opere di De Chirico e gli spazi metafisici.
A livello psicologico nascono le prime ricerche nell’ambito del rischio. Estremizzazione e analizzare delle emozioni: andare a fondo dell’animo umano e capirne l’essenza ha consentito di tracciare i primi modelli di mappe mentali e la loro applicazione nell’ ambito della cura.



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2000 Chiudi Finestra
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Brochure Diagramma,
marzo 2000
AAA Cercasi,
marzo 2000
DataManager,
giugno 2000
DataManager,
giugno 2000
Assinews,
giugno 2000
Financial SMAU,
ottobre 2000
ASEFI broker,
ed. 2000
Camerun



Nel 2000 il data base proprietario degli iLabs viene riscritto in modo da essere perfettamente compatibile con il linguaggio SQL, l'equivalente dell'inglese per ciò che riguarda la sintassi di interrogazione delle base di dati di tutto il mondo. Per quanto riguarda la ricerca e la sperimentazione, il 2000 è un anno molto particolare: nasce il dipartimento di psiconeurofisiologia e inizia l'esperienza iLabs nell'economia dei Paesi in via di sviluppo.

Regalare il pesce ed imparare a pescare

Gli iLabs intraprendono un progetto in Camerun affrontando, analizzando e gestendo operativamente l’intero ciclo del caffé: dalla produzione, all’esportazione fino alla vendita. Aldilà dell'aspetto economico, assolutamente secondario, l'esperienza africana è stata una scuola sul campo per mettere alla prova concetti (e preconcetti) sul concetto di "assistenza", "aiuto", "fortuna", "benessere". Sul piano teorico, abbiamo sempre creduto che l'atteggiamento di “pietà” fosse da evitare. Ogni transazione tra due sistemi deve portare ad un arricchimento ed a un progresso di entrambi, anche se ovviamente non della stessa entità. Se un sistema cede risorse senza ricavarne benefici è uno spreco: diffidiamo da sempre quando un interlocutore non esplicita apertamente quelle che sono le sue prospettive di interesse in un qualsiasi rapporto di lavoro.
L’esperienza africana ci ha messo di fronte ad un sistema sociale fortemente pervaso dalla corruzione, ma sopratutto ha mutato la nostra visione della povertà. Vi sono due livelli fondamentali di povertà, uno fisico riguardante lo stretto necessario per sopravvivere, l’altro psicologico attinente invece al costante paragone che facciamo con chi ci circonda. Questo meccanismo fa si che alcune delle persone che abbiamo conosciuto nei nostri viaggi, pur non avendo materialmente molto, si considerassero meno poveri di molti altri che nelle nostre città vivono in condizione ben più agiate. Attenzione a non confondere i piani.
Il 2000 è anche l'anno zero della nostra esperienza con la Psiconcologia, dove i concetti di “Autoreferenza come principio attivo” e “Logica dei Modelli di Riferimento”, elaborati negli anni precedenti, trovano immediatamente una proficua applicazione nell’assistenza e nella cura dei pazienti oncologici. Viene aperto uno studio di Psiconeurofisiologia tra i primi ad applicare tutte le più avanzate tecniche nel campo della Meditazione, dello Yoga, del Massaggio, dell’Ipnosi e della PNL.



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1999 Chiudi Finestra
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Assinews,
ottobre 1999
SMAU 1999,
Programma


Nel 1999 i software iLabs fanno il loro debutto nel mondo delle compagnie e della bancassicurazione. ICOMP2000, rilasciato quest’anno nella sua prima versione, permette (primo assoluto in Italia a consentire questa flessibilità) il rilascio di polizze assicurative allo sportello bancario.

Conosci te stesso

Sul piano della ricerca l’area maggiormente approfondita è quella legata alle tecniche di biofeeback, ovvero le procedure con cui è possibile imparare a modulare i propri parametri corporei assistiti da semplici macchinari. Un esempio? Immaginate di essere attaccati ad un monitor che registra l’attività elettrica del vostro cuore. Supponete ora di aver bisogno di modificarla per ridurre una frequenza troppo accelerata. Attraverso il feedback degli strumenti si può imparare a cambiare i parametri biologici, come la frequenza, osservando operativamente quali procedure funzionano e quali no, in modo da poterlo fare in qualsiasi momento ne abbiate bisogno anche senza macchinari. Non solo conoscere se stessi, ma imparare a modificarsi.



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1998 Chiudi Finestra
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Assinews,
aprile 1998
Assicura,
aprile 1998
Assinews,
settembre 1998
SMAU 1996,
Foto e Programma
SMAU 1996,
Fascicolo Diagramma


Nasce “Cyan”, uno tra i primi quotidiani online in Italia. Quello che oggi viene offerto da molti siti specializzati nella comunicazione e nell’informazione – ovvero un rapido e costante aggiornamento su tutte le news pubblicate dai principali canali – era al tempo un’assoluta novità, concettuale prima ancora che tecnologica. Spesso alcune notizie venivano non solo riportate ma personalmente commentate dai membri degli iLabs.

Primum vivere, deinde philosophari

Nel 1998 abbiamo approfondito aspetti di quella che chiamiamo “psicologia del divertimento”. Questo lavoro è significativo da almeno due punti di vista diversi: dal punto di vista del "contenuto", l'importanza del divertimento nella nostra scala di valori rende impagabile approfondirne ogni sfumatura psicologica; dal punto di vista della "forma", non possiamo non evidenziare che l’idea alla base delle ricerche in questo campo la ritroviamo sotto forme lievemente diverse in moltissimi altri nostri studi. Indagare nell’essenza come il nostro corpo e la nostra mente reagiscono in determinati contesti aiuta a capirne il funzionamento. Quando parliamo di “funzionamento della mente” non intendiamo solamente gli aspetti cognitivi, ovviamente fondamentali dal punto di vista “ingegneristico”, ma anche quelli emotivi, fondamentali da un punto di vista “terapeutico”. Se dovete almeno tentare di riprodurre la mente umana, non potete evitare i primi; se vi concentrate sull’intervento “riparatore” in un Sistema Uomo allora non potete che appoggiarvi a quello che sapete sui secondi.



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1997 Chiudi Finestra
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Grazia,
febbraio 1997
Assinews,
marzo 1997
Circolo Filologico,
giugno 1997
Virtual,
luglio 1997
Assinews,
luglio 1997
Asefi broker,
ed. 1997


Rilasciata la nuova versione di Iassicur, Iassicur 97, tra i primissimi software interamente basati su tecnologia Internet: viene così predisposta la tecnologia per l’home banking e l’home insurace. Continuano i progressi di Iassist: dal mondo del brokeraggio amplia la sue competenze a quello assicurativo grazie ad una apposita base di conoscenza.

Quando lo dirò io...

Nello stesso anno all'interno degli iLabs vengono approfondite le ricerche sull’Ipnosi e la PNL (Programmazione Neuro Linguistica), due tecniche per molti aspetti simili, entrambi capaci di operare sulle mappe mentali con efficacia impensabile rispetto ad altri mezzi. In particolare, l’uso dell’ipnosi, nelle ricerche sul funzionamento del sistema mente-corpo, ci permise di esplorare e di confrontarci direttamente con la sfera della volontà, un campo di interesse spesso tralasciato dalle ricerche "standard", anche per la sua difficile individuazione e delimitazione. Cominciammo così ad avere importanti applicazioni nel campo della salute psicofisica. Al tre vi sentirete più rilassati… Uno, due, tre… Sfortunatamente non è così facile…. :-)



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1996 Chiudi Finestra
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Assinews,
marzo1996
Assinews,
ottobre 1996
Brochure 1996


E’ l’anno del progetto “Regis” che ci vede affiancare, in veste di partner tecnologico, alcune importanti società come la Reale Mutua Assicurazioni in un progetto europeo di automazione e re-ingegnerizzazione di alcuni processi del mercato assicurativo.

Prevenzione e Cura

All’interno del progetto abbiamo avuto l’occasione di testare, per la prima volta, il sistema Iassist di assistenza automatica davanti ad una platea di tecnici ed esperti del settore: il risultato è stato più che soddisfacente sia per noi sia per la platea. Con il ‘96 inizia concretamente un importantissimo filone di ricerca per gli iLabs, quello della prevenzione e della cura. Antonella Canonico infatti si laurea in Psicologia presso l’Università di Lubiana, con una tesi dal titolo: “Morire senza paura. La morte nella nostra civiltà e due proposte per aiutare ad affrontarla.”. Il lavoro era un originale tentativo di coniugare prospettive “orientali” e “occidentali” per trattare al meglio un problema esistenziale complesso come la morte: Antonella propone, da una parte, l’utilizzo di tecniche orientali come la meditazione per superarne la paura; dall’altra, l’utilizzo di un’entità virtuale - in grado di riprodurre in modo preciso le caratteristiche psicologiche principali di un individuo - per lasciare la propria “essenza” sempre in vita. Sempre nel ’96 gli iLabs attivano uno dei primissimi sportelli di ascolto e supporto psicologico on-line gratuiti.



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1995 Chiudi Finestra
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Assinews,
aprile 1995
Internet News,
luglio-agosto 1995
Assinews,
ottobre 1995
I nostri clienti,
novembre 1995


Nel 1992 avevamo previsto l’avvento e la diffusione del fenomeno web, una rete virtuale grande quanto il mondo da riempire di informazioni e collegamenti. Finalmente il momento era giunto: nel 1995, ai tempi del leggendario Mosaic, fa la sua comparsa il nostro primo sito, www.diagramma.it.

L'avvento del web

L’arrivo di internet non segnava “solamente” l’apertura di un nuovo canale comunicativo: la rete era destinata a cambiare rapidamente la fisionomia di molti settori dell’economia, primi tra tutti, ovviamente, quelli ad alta informatizzazione. L’applicativo gestionale targato iLabs è stato il primo software italiano a convertirsi ad una logica web-HTML. Non stupisce dunque che le prime polizze assicurative acquistabili direttamente online risalgano proprio a questo periodo e siano dirette figlie dell’innovazione tecnologica portata da IAssicur.
A metà tra ricerca ed attività business, nasce ZaZen, un sistema esperto di trade in tempo reale sui mercati finanziari dei derivati. Dalla ricerca il sistema ereditava l’idea di riconoscimento pattern (in questo caso, numerici) e assegnazione a classi, dal business ereditava la sua vocazione prettamente “economica”.
Infine, in area ricerca pura, è questo l’anno della versione del sistema di memorizzazione simbolico ‘ i6 ’. Grazie ai progressi fatti nel campo della comprensione e della semantica (o meglio, ai progressi fatti nella simulazione della comprensione e della semantica) è stato possibile attivare il nostro il primo prototipo di "Entità Virtuale" a tutti gli effetti, in grado di rispondere in modo “intelligente” a qualsiasi domanda formulata in italiano corrente.



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1994 Chiudi Finestra
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ASEFI,
CyberBrokers 1994
Giornale delle Assicurazioni,
marzo 1994
Giornale delle Assicurazioni,
aprile 1994
Giornale delle Assicurazioni,
mar. - mag. - giu. 1994
Giornale delle Assicurazioni,
ago. - lug. - nov. 1994
Assinews,
gen. - mar. 1994
Assinews,
apr. - dic. 1994
ASEFI broker,
Ed. 1994


Sono gli anni che preparano l'avvento del web: le BBS diventano note anche presso il grande pubblico. In questo modo chiunque sia in possesso del giusto numero di telefono può ora utilizzare la linea telefonica per accedere alle informazioni e ai servizi offerti da PC fisicamente distanti. Nascono le prime chat e i primissimi forum.">

Sogno o son desto? Dalle prime chat a Matrix

La stabilità dei software consente di realizzare progetti interessanti, ed ecco che gli iLabs grazie al collaudato ‘i5’ realizzano il primo servizio di confronto delle RC auto delle principali compagnie assicurative nazionali on line. Basta un comunissimo modem e sul proprio schermo a casa o in ufficio è possibile avere tutte le informazioni desiderate.
Chi già non era più giovanissimo in quegli anni sicuramente si ricorderà quanto la metà degli anni 90’ sia stata profondamente segnata dalle ricerche e innovazioni nel campo delle “Realtà Virtuali”. Anche noi ci siamo occupati di questi argomenti, sia per quanto riguarda gli approcci immersivi (i.e.: un soggetto è completamente immerso in prima persona in una nuova Realtà e riceve input sensoriali solo da essa), sia per quelli non immersivi (i.e.: un soggetto esplora un’altra Realtà tipicamente in terza persona, ricevendo stimoli sia dal mondo reale, sia da quello simulato).
Sviluppando la tecnologia immersiva in applicativi business-oriented, gli iLabs realizzano spazi virtuali per la rappresentazione “topologica” dell’informazione: l’isomorfismo tra dati e Realtà Virtuale permetteva di visualizzare in modo intuitivo ed accessibile le informazioni dei data base, i quali potevano essere visualizzati ed esplorati come fossero edifici. Nel campo della sanità, invece, inizia una breve ma interessante collaborazione con centri dedicati al recupero di persone con disagi fisici e psichici; l'idea alla base della collaborazione è l’utilizzo dei caschi virtuali nei programmi di recupero. In dieci anni eravamo passati dalle applicazioni console su schermo in bianco e nero all’utilizzo di mondi 3D appositamente studiati per fini terapeutici.



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1993 Chiudi Finestra
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TuttoMilano,
febbraio 1993
Giornale delle Assicurazioni,
aprile 1993
Il Giornale,
luglio 1993


Il Giornale,
settembre 1993
Assinews,
novembre 1993


I primi anni novanta sono caratterizzati dall’avvento delle “macchine intelligenti”: reti tra PC, modelli econometrici e di risk management, la cyber musica e la cyber arte, iCripto, iAssist, iAssicur. Ma il 1993 è per gli iLabs soprattutto l’anno di “i5”.

Le macchine intelligenti

Un sistema esperto in grado di rispondere a tutte le esigenze di gestione ed analisi del funzionamento di un’azienda; ecco ciò che rendeva “i5” un software d’avanguardia per il mondo assicurativo (e non solo). Ma “i5” è stato molto più che un prodotto innovativo: a dir poco rivoluzionaria è stata la possibilità di avere analisi di mercato reali con cui valutare l’andamento della propria azienda in relazione alle altre. Infatti, grazie alla condivisione anonima dei dati di chi sottoscriveva il servizio, ogni azienda era in grado di “classificare” la propria attività confrontandosi con i dati degli altri. Acquistando il pacchetto, automaticamente si entrava a conoscenza di tutte le informazioni della comunità di clienti e si cominciava a condividere le proprie. Aldilà dell’aspetto informatico, “i5” è diventato una sorta di simbolo di una filosofia di impresa basata sulla competitività del libero mercato e fondata sulle possibilità tecnologiche, le quali garantivano la circolazione trasparente dei dati. Di certo possiamo dire che il nostro programma è stato una prima forte anticipazione di ciò che oggi è internet e delle sue immense potenzialità… benvenuti nel cyberspazio.



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1992 Chiudi Finestra
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Giornale delle Assicurazioni,
gennaio 1992
Giornale delle Assicurazioni,
maggio 1992
Giornale delle Assicurazioni,
agosto 1992


Giornale delle Assicurazioni, ottobre 1992
Giornale delle Assicurazioni, dicembre 1992
SMAU 1992


Il 1992 è un anno fondamentale della storia iLabs. Da una parte gli studi sulla modellazione mentale e l’affinamento del framework concettuale relativo ai modelli di riferimento permettono i primi risultati sorprendenti a livello clinico. Dall’altra, continua lo sviluppo di sistemi esperti per l’automazione di attività business-oriented. E’ di questo anno infatti il nostro modello econometrico per la gestione aziendale.

La potenza dei simboli

Il concetto di modello di riferimento è, “semplicemente”, quello di “percezione, pensiero ed azione”: una certa configurazione esterna ad un dato sistema innesca dei cambiamenti interni, i quali a loro volta determineranno un determinato output. Gli iLabs si concentrano dunque sull’individuazione di modelli il più possibile universali ed evocativi, scoprendo nell’immaginario simbolico umano alcuni dei più potenti inneschi per la nostra mente. Le ricerche vengono effettuate principalmente studiando l’abbinamento tra colori e forme “primitive”, la sfera, il cubo, la piramide, l’ uovo, ecc. L’abbinamento analogico tra tali simboli e “l’apparire nella mente” di alcuni eventi della vita umana è sorprendente, confermando parte delle intuizioni jungeane sugli archetipi. Ancora oggi, quindici anni di ricerche più tardi, fatichiamo a trovare qualcosa che sia altrettanto universale e, in termini informatici, di “basso livello”: poco importano le stratificazioni successive, poiché i simboli sembrano in grado di insinuarsi in ogni mente, indipendentemente da cultura, abilità cognitive, educazione.
I risultati incoraggianti nello studio del potere dei simboli sono da base, teorica e pratica, al primo caso di assistenza psiconeurofisiologica a una paziente con un quadro clinico particolarmente complesso. Agire sulla mente “a basso livello”, spesso utilizzando gli archetipi, è un meccanismo in grado di aumentare considerevolmente le probabilità di un recupero psico-fisico da un’ampia gamma di disturbi: ecco la forza di ciò che chiamiamo autoreferenza, la capacità di un sistema di modificare parti di se stesso (in questo caso, aiutare il corpo con l’atteggiamento mentale).



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1991 Chiudi Finestra
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Il Giornale dei Brokers,
gen. - mar. 1991
Il Giornale dei Brokers,
apr. - giu. 1991
Giornale delle Assicurazioni,
marzo 1991
Giornale delle Assicurazioni,
giugno 1991


L'inizio degli anni '90 è estremente fecondo per gli iLabs. Nel 1991 nasce una tra le applicazioni più sorprendenti dell'intelligenza artificiale alla realtà aziendale. Nasce infatti iAssist, un software di assistenza intelligente via fax. Un qualsiasi cliente pone una domanda in italiano corrente, il programma la acquisisce (tramite OCR), la interpreta sintatticamente e semanticamente, e produce una risposta automaticamente (già, molto HAL 9000...).

La modellazione della mente umana

Sul lato di ricerca pura, vede la luce il primo modello della mente umana, tentando di codificare in parametri espliciti e misurabili gli aspetti logici ed analogici che rendono "unica" ogni mente. Il modello a 64 parametri, 8 parametri per ciascuno degli 8 spazi di misurazione, è interamente riportato in "Semi-Immortalità". A distanza di più di quindici anni, anche se le nostre opinioni sono in parte cambiate, crediamo che lo studio rimanga di attualità, se non altro per il suo spirito: è solo da una rigorosa e precisa modellazione e quantificazione delle abilità cognitive che possiamo sperare di capire la nostra mente ed intervenire qualora qualcosa dovesse andare storto.
Ecco dunque gli otto spazi del nostro primo modello:
1) Variabili di sistema (lo spazio descrive quello che potremmo definire l’ “hardware mentale” di una persona)
2) Sommatorie di accumulo storico (lo spazio sintetizza i risultati delle esperienze della persona nelle varie sfere affettive e professionali)
3) Propensioni mentali (lo spazio descrive quello che potrebbe essere definito come il “carattere” della persona)
4)Percezione del tempo psicologico (lo spazio descrive come la persona percepisce i vari momenti temporali e le relative importanze che a ciascun momento attribuisce, detto in altre parole descrive lo spazio temporale in cui la persona vive)
5) Percezione dello spazio psicologico (lo spazio descrive come la persona percepisce i vari livelli nel rapporto con gli altri)
6) Zone d’interesse (lo spazio descrive le propensioni e gli interessi nei confronti delle principali sfere di motivazione)
7) Tipi di memoria (lo spazio descrive le caratteristiche della persona dal punto di vista delle varie capacità di memorizzazione)
8) Classi di apprendimento (lo spazio descrive le principali modalità di apprendimento).



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1990 Chiudi Finestra
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Convegno AIBA
Il Giornale dei Brokers,
gen. - mar. 1990
Il Giornale dei Brokers,
apr. - giu. 1990
Il Giornale dei Brokers,
set. - dic. 1990


Sul lato assicurativo il 1990 vede la nascita de “Il Giornale dei Brokers”, uno dei primissimi giornali via fax in Italia. Il Giornale è stato la nostra prima newsletter, che i clienti ricevevano con cadenza mensile.

Pov-Ray e Cyber-I-Arte

In ambito di ricerca la maggioranza dei nostri sforzi si è concentrata sull’estetica virtuale, ovvero sulla creazione tramite strumenti informatici di opere d’arte figurative. Uno dei software utilizzati era POV-Ray, (Persistence of Vision Raytracer) un software open source di grafica 3D creato qualche anno prima da Aaron Collins e David Buck. L'utilizzo della tecnologia PC per creare "nuovi mondi" ci ha da sempre affascinato: la realtà virtuale, sia essa non immersiva (come un gioco o un quadro) o immersiva (come una simulazione con casco "in prima persona"), ha un fascino unico. L'accentuare aspetti del mondo quotidiano, tramite ad esempio l'iper-realismo, oppure accostare oggetti quotidiani a paesaggi surreali provoca un raffinato piacere estetico che ci ricorda le opere di maestri del '900 come Magritte, Dalì ed Escher. Un po' come dire che solo vedendo l'assurdo nella realtà possiamo capirne l'intima struttura; solo infrangendo i limiti della rappresentazione, possiamo rappresentare in maniera significativa il mondo.



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1989 Chiudi Finestra
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Giornale delle Assicurazioni,
febbraio 1989
Giornale delle Assicurazioni,
luglio 1989
Milano Finanza,
settembre 1989
Giornale delle Assicurazioni,
novembre1989


Il 1989 è dedicato, dal punto di vista tecnologico, all’automazione, ovvero alla gestione automatica ed intelligente di una serie di funzioni che altrimenti richiederebbero costose risorse umane. E’ questo infatti l’anno di I3Net, ed è questo l’anno degli esperimenti di domotica. Sul versante di ricerca pura, è invece la psicologia del gusto ad avere il rilievo maggiore.

Dall’automazione al soft drink

Nel 1989 le reti tra PC cominciavano a fare i primi passi; tuttavia il loro utilizzo era ben diverso da ciò che poi sarebbe diventato negli anni successivi. Il nostro laboratorio di ricerca intuì le grandi possibilità di utilizzo della rete creando un software di servizio, ossia degli agenti posizionati sulla rete che consentivano di smistare ogni tipo di messaggio (inviare fax, lettere etc.). Se oggi inviare un fax o e stampare in rete è molto semplice, poiché le varie funzionalità di messaggistica sono embedded, “incapsulate”, in ogni PC collegato con le diverse periferiche, all’epoca nulla era scontato. Soprattutto, quello che nel mercato mancava era un software che gestisse da solo tutti i diversi canali di comunicazione, input e output di una rete informatica aziendale. La versatilità garantì ad I3Net un ottimo successo commerciale: quello che prima richiedeva tempo e fatica, ora veniva gestito in automatico grazie all’intelligenza artificiale. Di conseguenza, il miglioramento nei processi produttivi garantito dal software era significativo.
Non a caso, sempre in quest’anno portiamo a termine la nostra prima installazione nel campo della domotica, ovvero quella parte dell’intelligenza artificiale che si interessa del funzionamento della casa. Nasce così una centralina per la gestione automatica e centralizzata di luci, musica, temperatura e di molti altri “parametri” domestici. La comunicazione tra gli hardware di casa era stata implementata inserendosi nella rete elettrica e mandando le informazioni tramite essa. A parte qualche cortocircuito, il sistema era ingegnoso e funzionava a dovere. Tra le attività in area di ricerca psicologica del 1989 ricordiamo con affetto e (ovviamente) con gusto le nostre ricerche sui soft drink insieme ad una nota multinazionale italiana. Gli iLabs infatti si occupano dello studio teorico legato ai meccanismi del gusto, del colore e del marketing legato all’industria delle bibite. Il risultato fu la creazione di una nuova bevanda, un soft drink, il quale non fu però mai prodotto su scala industriale.



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1988 Chiudi Finestra
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Giornale delle Assicurazioni,
gennaio 1988
Giornale delle Assicurazioni,
aprile 1988
Giornale delle Assicurazioni,
ottobre 1988
iAssicur
1988


Mentre iAssicur diventava lo standard di riferimento all'interno del mercato assicurativo, continuavano le ricerche degli iLabs. Comunicare con le macchine usando il linguaggio naturale è sempre stato uno dei nostri chiodi fissi. Nel corso degli anni la capacità di sviluppare programmi a cui trasmettere informazione in modo sempre più preciso ed intuitivo è stata una delle direttive delle nostre ricerche. Cosa dire quindi della possibilità di parlare con un computer? Cominciammo a lavorare seriamente all'argomento proprio nel 1988.

Prove di riconoscimento vocale

Il riconoscimento vocale è quel processo che permette ad un computer di “riconoscere” le parole emesse da un utente: questo non significa solo ricostruire nella sua sintassi le onde sonore che arrivano in input da un microfono, ma agire di conseguenza in base alle istruzioni percepite. Come si realizza questo “sogno”? In quegli anni le prime compagnie e i primi laboratori di ricerca interessati a questi temi riuscirono a progettare dei sintetizzatori non più analogici, ma digitali. A livello tecnologico questo passaggio fu decisivo: riprodurre un suono in maniera analogica significa modulare/distorcere un’onda affinché assuma la forma desiderata, con inevitabile produzione di interferenze e rumore. Farlo digitalmente significa utilizzare grandezze discrete per descrivere esattamente quella particolare onda. Il risultato finale delle nostre ricerche fu un software costruito sfruttando il "mitico" dispositivo audio Introvoice, in grado di registrare digitalmente i suoni. Dopo il campionamento, che consiste nel prelevare, ad intervalli regolari di tempo, il valore (chiamato appunto “campione”) dell’ampiezza del segnale analogico, i dati venivano riorganizzati e tradotti in un linguaggio digitale facilmente gestibile da un qualunque Pc.



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1987 Chiudi Finestra
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Giornale delle Assicurazioni, maggio1987
Micro&Personal Computers, giugno 1987


Il Sistema I comincia a diffondersi nel mercato assicurativo, e diviene la base insostituibile per qualsiasi nostro progetto. Al contempo, la cultura hacker respirata negli anni precedenti e i forti interessi matematici degli iLabs si fondono alla perfezione negli studi intrapresi e negli applicativi realizzati nell’ambito della crittografia. E’ in questo periodo che nasce infatti iCrypto, primo nostro software proprietario di protezione dei dati.

Crittografia a chiave pubblica

La crittografia è un campo di studio che da sempre affascina le menti più diverse. L’amore per la sfida, il gioco matematico e l’incredibile utilità pratica rendono la disciplina morbosamente affascinante. Non è un caso che il papà dei computer Alan Turing si sia fatto le ossa decifrando Enigma, il sistema di comunicazione segreto utilizzato dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. iCrypto - i cui dettagli sono, ovviamente, segretissimi :) - aveva funzionalità simili a PGP, il software che dal 1991 in poi è diventato lo standard non ufficiale di protezione dati: a differenza di protocolli come SSL, infatti, PGP ed iCrypto permettono di proteggere non solo i dati trasmessi ma anche quelli fisicamente presenti su disco fisso. PGP fu creato da Phil Zimmermann: la leggenda vuole che l’acronimo ironico (PGP sta per Pretty Good Privacy) sia stato preso da uno slogan pubblicitario, ovvero “Ralph's Pretty Good Grocery”. Alla prova dei fatti, PGP non era semplicemente abbastanza buono, pretty good appunto, ma quasi perfetto, tanto da essere presto definito come la cosa più vicina ai sistemi militari in circolazione. La sua diffusione gratuita e pervasiva (il software era open source) fece sì che PGP arrivasse ben presto fuori dagli Stati Uniti: per dare un’idea degli interessi in gioco, Zimmerman fu messo sotto inchiesta dal governo USA per “esportazione di armi senza licenza”. La risposta di Zimmermam fu di pubblicare il codice PDP in un libro MIT Press. Chiunque volesse PGP doveva semplicemente acquistare il libro, tagliare via la copertina, importare lo scritto in un file di testo tramite OCR e compilarlo così com’era. PGP poteva così circolare liberamente: l’esportazione di libri, infatti, è da sempre protetta dal Primo Emendamento.
Capire come funziona il meccanismo base di un sistema di crittografia “a chiave pubblica”, o asimmetrica, non è difficile. Ogni utente ha due “chiavi”: una pubblica, che può essere liberamente distribuita, e una privata, da tenere segreta (ovviamente la chiave privata non si può derivare da quella pubblica). Se Bonny vuole inviare a Clyde un messaggio, cripterà “Ciao Clyde” con la chiave pubblica di Clyde, che Bonny conosce. Clyde riceverà dunque il messaggio criptato “%&$££”, che può venire letto tramite la sua chiave privata. Bonny è cosi sicura che solo Clyde può leggere il messaggio. D’altra parte, supponiamo che Clyde voglia inviare a Bonny un messaggio con una garanzia di autenticità dello stesso. Clyde codifica “Ti porterò 1000 euro” con la sua chiave privata. A questo punto il messaggio potrà essere letto da Bonny (e da chiunque altro abbia la chiave pubblica) con la certezza che è stato proprio Clyde a scriverlo. Il tipo di sicurezza garantito da questo tipo di sistemi varia con il livello di sofisticazione della chiave. Tipicamente, nessun sistema realmente usato è logicamente impossibile da crackare: tuttavia, il tempo e le risorse computazionali che si dovrebbero impiegare per fare tutte le prove scoraggiano quasi qualsiasi tentativo di intrusione.



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1986 Chiudi Finestra
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Logo Modation


Dopo le prime esperienze in ambito finanziario, eravamo pronti ad utilizzare la logica del Sistema I in maniera sistematica. E' in quest'anno che arriva sul mercato iAssicur, il nostro primo software gestionale dedicato ai broker assicurativi. E' l'inizio di un matrimonio con il mondo assicurativo che da più di vent'anni rende felice entrambe le parti.

La moda dell'innovazione e l'innovazione della moda

Il successo di iAssicur come software gestionale è, da sempre, legato alle sue componenti innovative. Da metà anni '80 in poi, infatti, i prodotti sviluppati dagli iLabs sono stati caratterizzati dalla costante ricerca di soluzioni nuove ed efficaci ai bisogni informatici sempre in crescita del mercato. Quello che di costante c'è nel tempo è la "filosofia" degli applicativi, il cui cuore tecnologico ancora oggi si discosta, poco nella forma, per nulla nella sostanza, dalla prima versione del Sistema I. Accanto a iAssicur, negli iLabs si lavora ad un progetto sperimentale nel campo della moda. Il nome dell’azienda era Modation e lo scopo ultimo era la reingenierizzazione dei processi produttivi degli abiti tramite un software intelligente. E' infatti evidente il vantaggio competitivo che un'azienda di moda sarebbe riuscita ad avere se fosse stata in grado di gestire in modo efficiente l’ottimizzazione dei costi e il riutilizzo del tessuto dopo il primo taglio. Nasce la nostra idea di "vestito modulare": se stacchi un pezzo da una parte, lo riutilizzi dall'altra.



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1985 Chiudi Finestra
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Peek e Poke


Nel 1985 abbiamo cominciato ad ottenere sul mercato riscontri economici significativi dalle competenze informatiche e gestionali affinate con le nostre ricerche: nasce infatti il nostro primo sistema esperto nell’ambito della gestione dei flussi finanziari.

Sistemi esperti, peek e poke

L’ambiente storicamente prediletto dalle nostre aziende per lo sviluppo di applicativi intelligenti è quello dei “mercati virtuali”. Con questo termine indichiamo tutte quelle aree dell’economia che gestiscono grandezze non materiali, come la finanza (che essenzialmente gestisce solo “numeri”) e il mondo assicurativo (che essenzialmente gestisce solo "contratti"). La situazione economica del paese in quegli anni aumentava la richiesta da parte del mercato di software in grado di ottimizzare la gestione finanziaria di un’azienda: il tasso di inflazione viaggiava a due cifre, quindi per un’azienda riuscire ad ottimizzare le risorse significava avere maggiori profitti e disponibilità per ulteriori investimenti. Il nostro sistema esperto ci diede grandi soddisfazioni in termini prestazionali e di ritorno economico.
In area ricerca sono da segnalare le nostre primissime avventure nella computer grafica. Tale disciplina al tempo era molto diversa dalle meraviglie cui siamo abituati oggi. Forse non tutti sanno che al tempo occorreva “scrivere” direttamente sul monitor un motivo grafico, con un procedimento di fatto pixel per pixel : i nostalgici come noi ricorderanno le ore passate con i comandi peek e poke, ovvero le istruzioni per visualizzare e modificare un byte di memoria facendo riferimento ad uno specifico indirizzo di memoria (peek visualizzava il contenuto e poke lo modificava). Difficilmente quantificabile in termini economici, di certo il risvolto “estetico” delle nostre ricerche grafiche era assolutamente di primo ordine: in un’epoca in cui i software funzionavano da riga di comando (ovvero schermata nera con scritte bianche), essere in grado di abbellire l’interfaccia grafica rappresentava un’innovazione. Un nostro sistema gestionale con utenti in diverse parti di Italia si apriva con una mappa stilizzata del Paese in cui erano evidenziate le diverse città interessate.



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1984 Chiudi Finestra
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Sistema I, le prime righe di codice
Sistema I, le prime prove sul campo


In ogni realtà che coniuga la ricerca con applicazioni per il mercato è spesso individuabile un momento particolare, un’idea, un progetto, un lavoro, che segna la svolta, una specie di bootstrap sia concettuale sia economico. Per gli iLabs sono questi anni a rappresentare “quel momento”.

Teoria e pratica dell’autoreferenza: modelli previsionali e Sistema I

Il primo lavoro davvero innovativo realizzato dagli iLabs è stato un modello previsionale per la pianificazione della produzione per la divisione italiana di una grande azienda alimentare. Il software si occupava di prevedere le vendite in modo tale da poter ottimizzare la pianificazione del ciclo produttivo. Era composto da tre moduli, con un modulo che aveva la “capacità” di modificare gli altri due. In particolare, il modulo contenente le formule previsionali era dinamico non solo nei coefficienti (come qualsiasi modello econometrico) ma anche nelle formule stesse. Da un punto di vista tecnico sfruttammo le caratteristiche dei linguaggi interpretati che, con le dovute precauzioni, possono modificare il programma on the fly durante l’esecuzione. Oltre all’innovazione concettuale, il prodotto ha mostrato un’ottima efficienza, dando una dimostrazione dei risultati “intelligenti” che può produrre l’implementazione computazionale dell’autoreferenza.
E’ in questo periodo che nasce il Sistema I, ovvero la nostra risposta al problema dell’industrializzazione del software. Ad inizio anni ’80, tutti i programmi per la gestione delle varie realtà aziendali venivano scritti ad hoc. Gli stessi primi lavori degli iLabs erano software magari fondamentalmente simili, ma costruiti di volta in volta in modo diverso per soddisfare le esigenze del particolare cliente. Oltre che ripetitivo (e quindi poco divertente), il processo produttivo era poco efficiente e limitava la possibilità di profitto. Le strade possibili per risolvere il problema erano fondamentalmente due: la prima era il “generatore di programmi”, mentre la seconda era il “meta-linguaggio”. In poche parole, la prima richiedeva di scrivere un software che avesse come compito quello di generare da solo altri programmi, soluzione affascinante ma che si rivelò poco funzionale. La seconda richiedeva di creare un linguaggio di alto livello, un framework concettuale, che permettesse di programmare in maniera più veloce ed efficiente. Per farlo, occorreva uno sforzo teorico non indifferente, ovvero identificare cosa è da considerarsi parte fissa di ogni software e cosa è da considerarsi parte variabile. A quel punto, un programma A e un programma B non saranno più “visti” come due programmi indipendenti ma, di fatto, come un unico software C “personalizzato” in modo diverso: con il Sistema I programmare si riduce a specificare una serie di parametri, la parte variabile, nel Sistema, il cui cuore rimane intatto e perfettamente flessibile. Il salto di qualità a livello di industrializzazione del software che il programma garantiva ci diede un vantaggio competitivo non indifferente nel mercato dei software gestionali, e la filosofia alla sua base rimane da sempre il maggior punto di forza dei nostri applicativi.



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1983 Chiudi Finestra
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DEC Rainbow 100


Il 1983 è un anno decisamente ricco da vari punti di vista, soprattutto dall’ambito della ricerca. Se da una parte vi sono state le prime analisi sul pensiero creativo; dall’altra, nell’area dell’intelligenza artificiale, si faceva strada l’idea della possibilità di costruire nuove forme di vita artificiali, indagando i nascenti settori della robotica avanzata.

Brave new world

In una nostra ricerca sperimentale approfondivamo problematiche tecnologiche, “filosofiche” e sociali legate all’avvento di una nuova “razza” robotica in un mondo del futuro che ora si definirebbe permeato di transumanesimo. La parte tecnica più innovativa ed interessante portò ad una serie di studi sul riconoscimento visivo: il tentativo era quello di riprodurre fedelmente la nostra “apparente” visione stereoscopica-3D del reale. Su un binario parallelo, le ricerche sulla “mente” vedono in questo periodo un punto di svolta fondamentale. Nello sforzo di riprodurre il pensiero, per la prima volta gli iLabs mettono in dubbio la natura puramente logica della mente umana. Seguendo le intuizioni di Edward de Bono vengono sondate quelle aree del pensiero che, in poche parole, permettono alla mente di “adattarsi” ai vari contenuti: quello che oggi chiamiamo “cervello analogico” nel nostro modello di rappresentazione della mente umana, nasce dagli studi di quegli anni sul pensiero laterale e sulla sua interazione con quello logico. Infine, le nostre esplorazioni nella robotica/cibernetica culminano nella prima riflessione tecnologicamente rigorosa su quella che ora riteniamo il “trucco dei trucchi” nell’ingegneria del Sistema Uomo, ovvero l’autoreferenza. Apparve evidente fin da subito che nessuna forma di vita “artificiale” potesse riuscire ad avvicinarsi alle funzionalità della vita “naturale” semplicemente simulando l’intelligenza. Ma cos’è che garantisce davvero il salto di qualità nell’intelligenza di qualsiasi tipo di sistema? La risposta che ci siamo dati (e che ha resisto a decenni di nuove ricerche e nuovi risultati) è che la chiave sta nell’autoreferenza, ovvero la capacità di “descrivere se stessi” e di “modificare se stessi”.



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1982 Chiudi Finestra
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ITT 3030


Rispetto ai grandi mainframe usati per gestire i dati delle industrie, i primi PC degli anni ’80 hanno due vantaggi: innanzitutto sono immensamente più economici, in secondo luogo sono molto più facili da programmare. Anche per questo i software per PC in generale costituiscono da sempre uno dei principali campi di applicazione delle idee iLabs.

L’avvento dei PC

Sono molti i PC e le case produttrici che ricordiamo con affetto in questo periodo storico: ITT, DEC, Sharp, nomi che oggi dicono poco o nulla agli utenti ma che hanno segnato l’inizio dell’era informatica.
Lo Sharp MZ-80K, che abbiamo usato per un certo periodo di tempo, non ha nessun linguaggio caricato nella ROM e BASIC va caricato dalla cassetta. A inizio anni ’80 il supporto dati più diffuso per l’MZ-80K è la cassetta magnetica letta e scritta dal registratore incorporato (ben 1200 bps!). Bei tempi! Il sistema dispone di 20 KB di RAM, schermo rigorosamente in bianco e nero e arriva ad una velocità di 2 MhZ.
L'ITT 3030 è un hardware caratterizzato da forte modularità: è possibile aprire il case, sostituire i dischi, la memoria, il processore e le interfaccie seriali/parallele senza dover usare nemmeno un cacciavite. Questo computer ha una scheda grafica di 16 colori (512x512 pixel), dischi da 280 o 560 kb, da 16Kb a 256Kb RAM e monta come O.S. Basic o CP/M. Già un bel passo avanti.
Il Rainbow 100 della Digital Equipment Corporation, standard di riferimento successivo per gli iLabs, possiede 64 KB di RAM ed utilizza floppy disk con formattazione proprietaria per la memorizzazione di dati; lo schermo diventerà in poco tempo a colori ed il PC può essere avviato in modalità CP/M o MS-DOS.
Anche se le difficoltà hardware e software di inizio anni ’80 sono difficili da capire per chi ha conosciuto i PC alcuni anni dopo, l’utilizzo della nuova tecnologia conferisce un enorme vantaggio competitivo a chi sa padroneggiarla, sia in termini produttivi, sia in termini “concettuali”: programmare un computer perché esegua un algoritmo intelligente richiede di indagare nell’essenza il campo in cui si sta lavorando, “obbligando” a capire perfettamente tutti i meccanismi coinvolti. Grazie all'aiuto dei primi collaboratori esterni (molti dei quali hanno poi perseguito con successo carriere nel mondo della ricerca o dell'industria), gli iLabs utilizzano così le proprie competenze informatiche per creare strumenti per le previsioni del mercato finanziario.



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1981 Chiudi Finestra
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Accoppiatore Acustico


Acquisita dimestichezza con la tecnologia PC, il primo problema da risolvere per vedere la nascita di applicazioni significative delle nostre ricerche è quello della comunicazione tra computer fisicamente distanti. Infatti in quegli anni le comunicazioni con i nostri clienti sparsi in tutte le regioni d’Italia erano vincolate alle chiamate vocali; un’operazione per l’epoca normale, ma, come spesso accade in assenza di automazione, del tutto inefficiente. Ecco perchè la nostra scommessa diviene quella di far comunicare tra loro direttamente i PC.

Telefono ufficio

Dai nostri sforzi nasce così la nostra personalissima BBS (Bulletin Board System), ovvero un sistema costituito da un computer che utilizza un software per permettere a utenti esterni di connettersi ad esso attraverso la linea telefonica. Le prime BBS erano state sviluppate solo qualche anno prima negli Stati Uniti, e utilizzate esclusivamente da specialisti informatici con lo scopo di scambiare dati in maniera sicura. Sono gli anni della nascita della “cultura hacker”: il movimento, oggi così spesso associato ad azioni illegali e dannose, è all’origine basato su premesse etiche e motivazioni personali ben diverse. I primi hacker condividono il gusto del divertimento e della sfida tecnologica, coniugandolo con il rispetto della proprietà altrui. Superare le barriere informatiche di un sistema non è un modo per arricchirsi, ma un banco di prova delle capacità dell’hacker e del sistema stesso.
Per realizzare un BBS in Italia occorreva superare una serie di difficoltà non da poco: la grande differenza tra l’efficienza e l’affidabilità delle linee telefoniche americane e quelle italiane non facilitava certamente il compito. A questo va aggiunto che in Europa, a differenza dei cugini d’oltre oceano, il panorama delle telecomunicazione era ancor più reso confuso dalla presenza contemporanea di diversi standard e da pesanti carenze strutturali.
Nasce quindi in questo periodo il nostro primo combinatore telefonico, un elemento che, insieme al Modem, consentiva il trasferimento automatico di files in città italiane diverse, superando i problemi “software” legati alla gestione automatica del flusso dei dati e i problemi “hardware” legati alle inefficienze della rete. Il trasferimento si avvaleva dei nostri strumenti di compressione dei dati, in modo da minimizzare la quantità di informazione da scambiare; il segnale veniva poi trasmesso attraverso la linea e ricostruito all’altro capo del telefono da un apparecchio gemello appositamente programmato.



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1980 Chiudi Finestra
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Sharp MZ-80 K


Il 1980 è un anno di sorprendenti scoperte concettuali. Grazie a menti affascinanti ed estremamente brillanti, veniamo a contatto con alcuni “strumenti” mentali - “modelli di riferimento” li chiameremo anni dopo – tra i più utili per interpretare la realtà.

Le trasformate matematiche e la compressione dei dati

Che siate John Nash o la classica casalinga di Voghera, vi sarà certo capitato di sperimentare che il mondo è in parte, se non tutto, fatto di numeri. Dalla fisica di base alla dichiarazione dei redditi, dagli esami del sangue ai mercati finanziari, la realtà si presta ad essere descritta tramite modelli quantitativi, in cui le variazioni osservate tra i valori di determinati parametri ci aiutano a stabilire cause e prevedere effetti. Se questo è vero, cruciale diventa la capacità di “leggere i numeri”, ovvero di interpretare dati che sembrano non significativi ma che in realtà rivelano sorprendenti regolarità. Il concetto di trasformata matematica serve proprio a questo: considerando due grafici che descrivono, in due spazi diversi, la stessa realtà, spesso si osserva che solo una scelta di unità di misura dà luogo a fenomeni interessanti, come ad esempio la presenza di simmetrie o di patterns riconoscibili nell’andamento del grafico. Detto in altri termini, una funzione y = ƒ(x) può risultare totalmente non informativa, mentre la sua trasformata y’ = ƒ(x’) può rilevarsi immediatamente illuminante: se capiamo perché, ad esempio, è il quadrato di x a darci una configurazione regolare e non x, abbiamo capito qual è la legge profonda sottostante al fenomeno. L’operatore “trasformata” non è di certo ristretto al solo ambito statistico. Thompson D’Arcy, nel suo “Crescita e Forma”, utilizza il concetto per spiegare, tramite trasformazioni lineari e non, i piccoli passi che l’evoluzione ha compiuto, “progettando” un organismo dopo l’altro. Non solo, la capacità di “vedere la stessa cosa da punti diversi”, così come quella di fare analogie in ambito creativo, o di giungere a generalizzazioni insperate in ambito scientifico, sono di certo alcune delle diverse facce di questo fenomeno.
Un’altra importante area di riflessione matematico-logica del 1980 è quella legata alla problematica informatica della compressione dei dati. Il problema è estremamente affascinante poiché è facilmente comprensibile nella sua essenza, interessa ogni forma di comunicazione, ma è sorprendentemente difficile da risolvere. Quanti caratteri usereste per dire “ci vediamo a casa”.?Potremmo usare l’intera frase (17 caratteri), oppure potremmo usare la frase senza spazi, comprimendo il messaggio in 14 caratteri. Oppure potremmo togliere le vocali: “c vdm cs” è una stringa di soli 8 caratteri, ma come compressione è scadente, poiché è ambigua e potrebbe generare in fase di decodifica una perdita di informazione. Concettualmente, tra il nostro semplice problema e la moderna compressione di un file audio in formato mp3 non c’è grande differenza. La chiave del successo sta nel sapere giocare con il continuo trade-off tra la fedeltà ai dati originali e la riduzione dello spazio utilizzato. Per gli iLabs, nel 1980 equipaggiati con il fido PC Sharp MZ-80 K, agli albori della loro attività, gli studi sui sistemi di compressione hanno rappresentato un fecondo terreno di ricerca ed applicazione: grazie ad essi gli iLabs riusciranno l’anno seguente, contro ogni previsione, ad inserire l’intero listino di un’azienda di grande distribuzione in un floppy da 360 Kb.



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1979 Chiudi Finestra
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Fin da subito abbiamo avuto ben chiara l’importanza che ha una buona “comunicazione”, in ogni tipo di rapporto e di messaggio. I primi campi in cui abbiamo potuto sperimentare e realizzare qualcosa di significativo sono stati quello dei marchi e delle indagini motivazionali.

Sì, lo voglio. Ma davvero?

Le persone fanno scelte ogni giorno; anzi ogni minuto, ogni secondo della loro giornata. Il colore della cravatta al mattino, il menù del pranzo, l’automobile nuova, la donna o l’uomo con cui passare la propria vita. Alcune scelte, come la cravatta, sono difficilmente significative e un errore nel processo di decisione passerà quasi inosservato; diverso è il caso dell’automobile – quanto ci costa negli anni la manutenzione di una vettura non affidabile? – e ovviamente quello del partner: sbagliare il matrimonio porta con sé un’enorme quantità di costi da sopportare, sia economici sia esistenziali. Saper scegliere è importante poiché non nasciamo con tutto ci che ci serve e le risorse non sono illimitate: se anche vivessimo nel paese dei balocchi (un mondo dove otteniamo tutti i beni materiali che desideriamo) saremmo comunque costretti a scegliere come usare il nostro tempo tra tutto ciò che possediamo! A lato teorico, scegliere significa avere un elenco di preferenze e un budget (tempo, denaro, ecc.): la nostra scelta migliore sarà quella che ci fa ottenere l’oggetto che più preferiamo tenuto conto del budget a disposizione. A lato pratico, le variabili che influenzano la formazione dell’ordinamento delle preferenze e la procedura di valutazione dello stesso alla luce del budget sono tantissime.
Il lato business oriented delle procedure di decisione è ovviamente quello legato alla figura del consumatore e a tutti i modi per conoscerne ed influenzarne abitudini, preferenze, euristiche di scelta. Caliamo la teoria nella pratica: al supermercato siete in una corsia e guardate lo scaffale dei pelati. Avete la marca A (bassa qualità) che costa 1 euro e la marca B (di alta qualità) che costa 2 euro. Cosa scegliete? E come cambia la vostra scelta se oltre ad A e B ci fosse anche C, che costa 1,60 ed è di qualità intermedia? E se invece di 2 euro ne aveste 1,90 o 10? Ovviamente “il puro gioco dei numeri” è solo una parte, a volte quasi insignificante, delle motivazioni che ci spingono ad intraprendere un’azione invece di un’altra. La musica di un supermercato, gli odori (come quelli di “brioches appena fatta” artificialmente spruzzati nelle pasticcerie), il colore della confezione dei prodotti e la loro posizione sugli scaffali sono elementi determinanti nel dirigere il comportamento del consumatore su una scelta ben precisa.
A fine anni Settanta, quando la letteratura “scientifica” sull’argomento cominciava appena a scoprire l’importanza delle indagini psicologiche per prevedere le scelte dei soggetti (e, d’altra parte, gli esperti di marketing utilizzavano i loro trucchi come un’arte senza alcuna cornice teorica di riferimento), gli iLabs affrontano per la prima volta l’argomento in modo rigoroso. Ideale complemento dei lavori sul marchio, le indagini motivazionali condotte hanno permesso di sviluppare una serie di conoscenze rivelatesi poi chiave in progetti successivi.



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1978 Chiudi Finestra
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Calcolatrice Texas Instruments


I primi esperimenti nel campo dei calcolatori elettronici sono stati fatti usando i primi strumenti programmabili "personali" ad essere commercializzati in Italia. Oltre all'utilità non trascurabile delle calcolatrici nell'esame di Analisi I e Analisi II :), l'esperienza maturata coi calcolatori ha segnato l'inizio dell'amore degli iLabs per i software intelligenti.

I primi calcolatori programmabili

Le prime calcolatrici scientifiche programmabili arrivano in Italia a fine anni '70. I nostri algoritmi per la risoluzione di problemi matematici vengono sviluppati su due diversi tipi di hardware, ovvero una calcolatrice Texas Instruments (inizialmente il modello TI-58, poi il più evoluto TI-59, nella foto in basso) e una Hewlett Packard. I programmi sono registrati su supporti magnetici che si inseriscono nella calcolatrice secondo il bisogno.
Entrambi questi calcolatori hanno segnato la storia dell'elettronica, e non mancano i fans dell'uno nè dell'altro modello. Alla fine, i neonati iLabs si sono orientati, dopo un periodo di prova, verso l'hardware Texas Instruments, perchè la fase di programmazione risultava molto più intuitiva e veloce. Tuttavia, ricordiamo ancora con affetto il prodotto Hewlett Packard, poichè adottava una particolare notazione logica, conosciuta come notazione polacca inversa (o RPN).
La notazione polacca inversa risulta astrusa per chiunque abbia imparato alle elementari la classica notazione infissa, ovvero quel modo di scrivere "il linguaggio della matematica" per cui gli operatori vengono posti tra gli operandi, e le parentesi disambiguano stringhe di simboli problematiche: come tutti sanno, dire''(5 + 9) – 3'' è un cosa, dire''5 + (9-3)'' è un’altra. Si deve a Jan Lukasiewicz, logico polacco del primo Novecento, l’invenzione di una notazione senza parentesi e, al contempo, perfettamente non ambigua, divenuta famosa come ''notazione polacca''. In notazione polacca si sostituisce la classica scrittura con l’operatore infisso con una scrittura con operatore prefisso:''(5 - 6) + 7'' diventa dunque''+ - 5 6 7''. La valutazione di un’espressione avviene, come di consueto, dal simbolo più interno a quello più esterno, ma, mentre in notazione standard tale situazione è regolamentata con le parentesi, in notazione polacca è il semplice ordine degli operatori a fare il lavoro. Se la notazione polacca è rimasta poco più che una curiosità accademica, la notazione polacca inversa, inventata da Charles Hamblin, ha avuto importanti ricadute applicative. La notazione di Hamblin è analoga a quella di Lukasiewicz, ma l’operatore qui è postfisso: invece di scrivere''3 - (4 * 5)'', scriveremo''3 4 5 * -''. Tale notazione ha rilevanti vantaggi computazionali in termini di facilità e flessibilità di implementazione e velocità dell’algoritmo: usando l’RPN, una macchina inserisce direttamente i dati in una pila logica (lo stack) e procede alla valutazione delle espressioni,''conservando'' automaticamente nella pila i risultati intermedi. A differenza dei tipici calcolatori scientifici, una calcolatrice con logica RPN può quindi valutare facilmente operazioni di arbitraria complessità. Nonostante la sua ''scomodità'', l'utilizzo dell'RPN rimane una chicca per appassionati del genere, e per noi un ricordo di quei mitici tempi agli albori della programmazione.



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1977 Chiudi Finestra
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Antonella, 1977
Gabriele, 1977


Ci piace far risalire la nascita degli iLabs alla prima trattazione sistematica (per quel che di sistematico possono avere, ovviamente, le menti di due liceali) del concetto di linguaggio.

Dall’informazione all’estetica

La tesi finale a conclusione degli studi liceali di Gabriele si concentra proprio sul linguaggio, così come usato in più discipline. La parte “scientifica” si concentra sul sistema binario, ovvero sulle caratteristiche e le possibilità offerte dall’isomorfismo tra mondo fisico e mondo dell’informazione: se a un cambiamento di uno possiamo fare corrispondere un cambiamento dell’altro, abbiamo trovato un modo per fare “parlare” la materia. Nascono probabilmente qui la nostra passione per l’intelligenza artificiale e la consapevolezza di quanto feconda sia la visione della realtà come coesistenza di “hardware” e “software”. La parte “umanistica” si concentra invece su una prima sistematizzazione dei gusti estetici. La domanda di partenza è nella sua essenza molto semplice: quali opere (in particolare opere letterarie) possono dirsi belle e quali brutte? Da questo quesito si sviluppano un serie di riflessioni personali su quali emozioni producano le opere che negli anni è capitato di leggere e studiare. La tesi di base è questa: ci sono fondamentalmente due tipi di opere, ovvero quelle in grado di produrre emozioni e quelle che, al contrario, non riescono a generarne. Le uniche che vanno seriamente considerate sono quelle del primo gruppo. Tra queste possiamo fare un'ulteriore distinzione tra opere che producono emozioni “positive” e opere che producono emozioni “negative”. Per positive si intende tutto quell'insieme di emozioni che dà un tipo di energia costruttiva; per negative, invece, le emozioni che tendono a produrre energia distruttiva. Non crediamo che questa visione sia ingenua o superficiale. Siamo da sempre convinti, infatti, che l'arte debba non solo ritrarre la sofferenza, ma soprattutto aiutare a superarla dandoci chiavi di lettura (modelli di riferimento) adatte.



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